Perché crediamo nel ritorno della religione antica

A primo acchito il proclamarsi pagani dinanzi all’uomo qualunque della strada potrà causare ilarità, incomprensione o senso di follia, ma la nostra scelta ha radici culturali, storiche e politiche molto profonde che meritano di essere approfondite almeno da parte di chi ci cerca di capire.

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Perché non siamo cristiani

Storico

Partiamo da un presupposto storico, il cristianesimo non si è imposto con il ben volere di tutti gli abitanti del vecchio continente, ma con continui stermini e violenze senza fine.

Nel documento seguente vengono illustrate le principali date cronologiche capaci di fare capire quale fosse l’atmosfera creata dagli imperatori cristiani contro coloro che si dichiarassero fedeli alla vecchia religione.

http://anticristiano.altervista.org/popup.php?a=2&q=20060413115955

E tale sostituzione di credo violenta non terminò di certo con le date riportate, ma troverà nuova linfa vitale man mano che i cristiani scopriranno popoli pagani ai loro confini: come gli stermini dei sassoni pagani per mano di Carlo Magno, con le crociate del nord nelle terre polacche e baltiche, continuando con i grandi stermini e conversioni di massa delle civiltà amerinde e nello stesso periodo le esecuzioni a morte da parte dell’inquisizione verso chi rimaneva fedele alle vecchie religioni.

Il cristianesimo non avendo seguito il buddismo come metodiche di diffusione non può essere trattato da tale, come nelle grandi nazioni d’Oriente il buddismo e le religioni politeiste locali vivono armoniosamente insieme.

Pertanto il cristianesimo non potrà che essere visto come quella mostruosità che ha occupato le nostre terre sacre solo per mezzo della violenza e dell’ignoranza.

Teologico

Il cristianesimo è solo un culto monoteistico con il medesimo dio degli ebrei.

Infondo questa divinità che loro adulano è un corrispondente del nostro Saturno in una visione esclusivamente ebraica con esclusivamente gli aspetti più negativi del dio, chiusa al dialogo e violenta. Il nostro modo di vedere è molto più ampio e l’esistenza del dio di questi semiti non è che una piccola porzione di quello che vediamo noi.

Una religione vampirica il cui unico scopo è quello di risucchiare le energie dei fedeli.

 

Politico

Bisogna rendersi conto della realtà, la chiesa è un mostro politico che si è impossessata della nostra capitale sacra, inoltre nessuna religione è più cosmopolita ed antinazionale del cristianesimo, la quale accetta come fratello e membro qualsiasi individuo del mondo: dall’australoide al groenlandese senza alcuna distinzione.

Come ci si può professore italiani e cristiani allo stesso tempo?

Se ci professiamo nazionalisti bisognerebbe avere, come in India, Cina o Giappone, una religione che si identifichi unicamente con quella della nostra nazione.

Quello che vogliamo è una religione etnica per l’Italia. Da qui la necessità politica del ritorno alla religione dei padri italici partendo dal minuscolo della nostra piccola comunità umana.

Sul ritorno nella via dei Grandi

Il grande decadere di questa epoca ci ha dato la grande opportunità di poter ritornare a studiare, capire e praticare tutto ciò che è stato violentemente interrotto. Possiamo solo ora proprio perché finalmente il peso della Chiesa sulla società sta venendo leggermente meno e ci è possibile seguire questo percorso senza finire bruciati vivi come Giordano Bruno o torturati come Pomponio Leto. Alché ci si potrà chiedere.

Sì, ma voi davvero credete in Giove padre del cielo? Che differenza c’è tra voi e i cristiani?

I cristiani credono al Dio dei cristiani perché gli è stato imposto generazionalmente da millenni attraverso la pressione capillare che è riuscita ad instaurare la Chiesa alla famiglia ed ai vari organi governativi che si sono susseguiti.

Loro non hanno instaurato nessun rapporto con il divino, ma solo un esclusivo ripetersi di consuetudini, attività di totale passività nei confronti della peggiore setta.

L’italico, invece, crede a Giove perché crede nella fisica, perché sa che lui deve sottostare alle leggi del cosmo e non può imporre le sue false leggi fatte al solo scopo politico scambiandole per voce del dio, come di semitica moda. Non ci potranno mai essere conversioni violente al paganesimo, in quanto la religione degli antichi è una religione che va conquistata per merito delle qualità dell’individuo.

In questo il gentile, così chiamato il pagano nei vangeli cristiani, è più scientifico di uno scienziato, in quanto non crede esclusivamente nella scienza quantitativa, quella misurabile, ma la conferma e la integra con lo studio delle analogie che vi si istaurano tra elementi e cose diversissime ma che mantengono la stessa impronta divina.

Tengo a ribadire che questo documento non ha nessuna natura a scopo di proselitismo ma serve solo a fare chiarezza sulla natura della comunità umana che intendiamo costruire contro le numerose critiche che ci vengono mosse.

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