Riflessioni sul Sangue e sul Suolo

 

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Mi preme pubblicare un paio di osservazioni che faccio riguardo lo sviluppo di una religiosità che sia autenticamente etnica.

Come sostengo da tempo il legame che un popolo come dato etnico instaura con il suo suolo è totale; in quanto vi è un adattamento tra le forze energetiche della terra con quelle dello spirito del popolo che su di esso vi abita.

Due fattori dunque sono essenziali nello sviluppo di una religiosità che sia autenticamente connessa con il territorio. Il Sangue ed il Suolo.

Il sangue di un popolo è strettamente connesso con il corpo psichico dello stesso. Potremmo spiegarlo come la capacità di formulare pensieri o idee, o ancora come decodifichiamo o codifichiamo l’universo delle forze che agiscono su di noi.

Questa capacità sottile di penetrare l’universo attraverso un proprio intelletto, specifico e particolare, di comprenderlo non è universale, ma propriamente tipico di un popolo.

Per tale motivo le interpretazioni politeiste dei vari popoli è sempre stata variegata ed ha riflettuto la propria visione del mondo, il proprio modo d’essere.

Altro grande influente nel pensiero di un popolo è il dio stesso che ivi vi abita.

Tale tesi vuole che le nazioni non siano solo esteriorità storiche o organizzative costituite come possa essere lo Stato nazionale, ma abbiano dentro di sé la forza determinante di un dio che le muova. Tale dio partendo da un punto geografico preciso irradia con le sue forze tutto il territorio.

Questa chiaramente è una forma di energia che può essere decodificata in maniera diversa a seconda del sangue di un popolo ma che arriva a destinazione nel suo popolo.

Ad esempio, Firmico sosteneva che la Sicilia fosse sotto il potere di Saturno, notando le caratteristiche del dio nel comportamento degli uomini. Tale tesi come Saturno, dio Re dell’Italia è suffragata anche dalla tradizione romana.

Cosa dire analizzando la storia della nostra nazione se non che sia stata caratterizzata dal supremo intelletto e dalla più alta contemplazione dell’universo, che uomini come Pitagora, Parmenide, Empedocle, Seneca, Da Vinci, Pico della Mirandola e Bruno hanno raggiunto?

O ancora come in questa fase decadente l’agire degli italiani sia tutta rivolta all’assenza di senso civico, alla sopravvivenza individuale o al culto della proprietà immobiliare.

Queste energie sono così forti che persino il Cristianesimo con tutta la sua volontà omologatrice ha subito profonde deformazioni a seconda delle nazioni in cui andava.

La religione etnica non si pesca al mercato delle religioni, oggi sono cristiano, domani induista o dopodomani sciamano maya.

Ma cosa sono queste religioni esteriori così sovrapposte, fondate su un adattamento a divinità straniere, in confronto agli dei insiti nel suolo e nel sangue, propri e nascosti.

Non posso che concludere ricordando il delfico detto “Conosci te stesso! “.

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